Manutenzione impianti elettrici

LA manutenzione dell'impianto di messa a terra ma non solo, guida per il datore di lavoro (a seguire D.L.) alla corretta gestione dell'impianto di mesa a terra, il 30% degli incendi in generale e oltre il 50% se escludiamo gli incendi di origine dolosa hanno un innesco di natura elettrica. Senza escludere in generale l' elettrocuzione.

Di seguito cerchiamo di trattare l'argomento con i rispettivi collegamenti alla normativa.

Il 23 gennaio 2002 è scattato l’obbligo per tutti i datori di lavoro di richiedere e far eseguire le verifiche periodiche e straordinarie per:

  • impianti elettrici di messa a terra;
  • installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche;
  • impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione.

Come più volte descritto negli articoli della sezione secondo la normativa vigente sono assimilati a “dipendenti” (lavoratori) anche i soci lavoratori di società di persone e cooperative, gli stagisti, gli apprendisti, gli allievi di scuole che utilizzano macchine utensili e attrezzature in genere.

Periodicità controlli messa a terra impianto elettrico

Il D.L. è tenuto a richiedere la verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche

ogni 2 anni (verifica biennale) per:

  1. gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche in luoghi con pericolo di esplosione;
  2. cantieri, (impianti elettrici temporanei per lavori di costruzione edile, lavori di movimento terre etc.
  3. Ambienti a maggior rischio in caso di incendio cioè quelli definiti da CEI 64-8 sez. 751
  4. Attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco: locali di spettacolo e trattenimento in genere con un massimo affollamento ipotizzabile superiore a 100 persone;
  5. alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili, con oltre 25 posti-letto;
  6. scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti;
  7. ambienti adibiti ad esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio, con superficie lorda superiore a 400 mq, comprensiva dei servizi e dei depositi;
  8. stazioni sotterranee di ferrovie, di metropolitane e simili;
  9. ambienti destinati ai degenti negli ospedali e negli ospizi,
  10. cura dei  bambini negli asili ed ambienti simili,
  11. edifici pregevoli per arte o storia oppure destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni e comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato, ecc.
  12. Edifici con strutture portanti in legno
  13. Ambienti nei quali avviene la lavorazione, il convogliamento, la manipolazione o il deposito di materiali combustibili (ad s. legno, carta, lana, paglia, grassi lubrificanti, trucioli, manufatti facilmente combustibili), e/o materiali esplosivi, fluidi combustibili/infiammabili, polveri combustibili/infiammabili con modalità tali da non consentire loro il contatto con l'aria ambiente a temperature uguali o superiori a quella d'infiammabilità, quando la classe del compartimento antincendio considerato è pari o superiore a 30.
  14. Gli ambienti nei quali avviene la lavorazione, il convogliamento, la manipolazione o il deposito di materiali esplosivi, fluidi infiammabili, polveri infiammabili con modalità tali da consentire loro il contatto con l'aria ambiente a temperature uguali o superiori a quella d'infiammabilità, invece, sono classificabili come "Luoghi con pericolo di esplosione", e dunque soggetti alle relative verifiche di impianto a cadenza biennale (v. nota precedente).
  15. Locali adibiti ad uso medico, cioè destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di sorveglianza o di riabilitazione, inclusi i trattamenti estetici (ad es. sala massaggi, ecc.).

-Verifica ogni 5 anni (verifica quinquennale) per tutti gli altri casi.

In tutte le attività, ivi incluse quelle sopracitate come studi medici o scuole, o la semplice azienda artigianale o gli uffici di una piccola impresa, indipendentemente dalla presenza di dipendenti, ma a maggior ragione se vi sono essi e si redige un Documento di Valutazione di Rischi, che se fatto a regola d'arte, lo riporta nero su bianco  inoltre deve essere effettuata la manutenzione periodica a titolo di esempio si riporta l'estratto della CEI 64/8 per uno studio medico estratto da una guida ASL.

Negli studi odontoiatrici, considerando la dimensione media degli impianti e che difficilmente sono presenti sale operatorie, le verifiche di norma sono:
Controlli semestrali impianto elettrico ( a cura del datore di lavoro)

  • Prova funzionamento dei dispositivi di controllo dell’isolamento (se presente);
  • Prova funzionale dell’alimentazione dei servizi di sicurezza a batteria secondo le istruzioni del costruttore.
  • Controllo di funzionamento degli apparecchi per l’illuminazione di sicurezza, utilizzando sistemi di autodiagnosi o manuali

Controlli annuali impianto elettrico  (a cura del datore di lavoro)

  • Esame a vista generale;
  • Controllo dello stato delle principali connessioni dell’impianto di terra;
  • Verifica dello stato dei quadri elettrici;
  • Prova di funzionamento degli interruttori differenziali, con prova strumentale;

Controlli biennali impianto elettrico  (ASL o organismo abilitato) 

  • Verifiche periodiche di legge (vd. inizio documento)

Controlli triennali impianto elettrico (datore di lavoro)

  • Misure per verificare il collegamento equipotenziale supplementare, nei locali di gruppo 2;
  • Misura di isolamento.

Ulteriori controlli periodici possono essere richiesti in relazione alle tipologie di impianti esistenti all’ interno della struttura adibita ad uso medico (es. impianti di rivelazione fumo, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, cabine di trasformazione, ecc.).