Manutenzione impianti di rilevazione fumi ed allarmi antincendio

manutenzione allarmi antincendio e rilevazione fumi

Antincendio Sestese si occupa di manutenzione di impianti di rilevazione fumi ed allarmi antincendio.

  • Controllo iniziale di presa un carico dell’impianto antincendio e rilevazione fumi
  • Sorveglianza impianto: controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio e rilevazione fumi siano ok
  • Controllo periodico trimestrale sistemi antincendio e fumi
  • Manutenzione ordinaria impianto
  • Manutenzione straordinaria
  • Gestione Centrale di controllo e segnalazioni incendio
  • Rilevatori di fumo apparecchiature e manuitenzione
  • Sirene antincendio installazione e manutenzione

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MANUTENZIONE IMPIANTO DI RILEVAZIONE FUMI ED ALLARME ANTINCENDIO

La sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio, si fa riferimento alla norma UNI 11224:2011.
Scopo della Norma UNI 11224 è la verifica delle funzionalità e mantenimento della piena efficienza dei sistemi di rilevazione automatica d’incendio.
La natura dei controlli dei sistemi di rilevazione automatica d'Incendio, secondo la predetta norma UNI 11224, si distingue come segue :

- Controllo iniziale di presa un carico dell’impianto: richiedere ed acquisire tutta la documentazione progettuale prevista dalle norme di legge e dalle norme tecniche di riferimento ed eseguire una prima verifica di massima sullo stato e funzionalità dei componenti dell’impianto;

- Sorveglianza : controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali accettabili tramite esame visivo. La sorveglianza può essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.

- Controllo periodico: insieme delle operazioni, per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti.

- Manutenzione: operazione od intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato le attrezzature e gli impianti

- Manutenzione ordinaria: operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entità, unicamente all’utilizzo di

minuterie o impiego di materiale di consumo di uso corrente o la sostituzione di parti di modesto valore espressamente previste.

- Manutenzione straordinaria: intervento di manutenzione che non può essere eseguito in loco o che, pur essendo eseguito in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o sostituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

Definizione delle tempistiche d’intervento e operazioni connesse alle verifiche periodiche

Operazioni preliminari

Da effettuarsi sempre prima di ogni operazione sull’impianto:

; Informare l’Amministratore di condominio ed eventuali preposte da lui delegate, delle operazioni di verifica in corso.

; Predisporre opportuna segnaletica di “manutenzione in corso”.

Controllo iniziale di presa in carico dell’impianto

Prima di incominciare l’attività di controllo devono essere acquisiti:

  • I documenti progettuali dell’impianto, per consentire tutti i riscontri necessari a stabilire se il progetto sia stato rispettato e se la realizzazione sia conforme alla normativa vigente UNI 9795.
  • La documentazione relativa al controllo iniziale. La documentazione che l’Utente deve produrre è quella prevista dalla norma UNI 9795 all’Appendice A, punti A.3.2 - A.3.4 - A.3.5 - A.3.6.

Qualora questi documenti siano mancanti, dovrà essere rieffettuata una verifica come previsto all’art. 8 della presente norma, utilizzando l’appendice A della norma UNI 11224:2011, come base per la presa in

carico.

Sorveglianzaimpianti antincendio e rilevazione fumi 

La sorveglianza deve essere effettuata ogni giorno e scopo della verifica è quello di controllare che l’impianto non presenti stati anomali, disfunzioni, allarmi o problematiche particolari.

Il controllo di sorveglianza deve essere effettuato nelle condizioni esistenti, durante l’ordinaria operatività dei sistemi, e consiste in:

Verifica giornaliera delle condizioni di stato della centrale di controllo, in particolare che siano inattive le segnalazioni di guasto e di allarme e che sia accesa la spia di colore verde di “alimentazione” attiva, sulla base delle istruzioni date dal Costruttore e acquisizione degli eventi presenti nella memoria di centrale (in presenza di centrali di controllo di tipo analogico).

; Verifica delle condizioni di stato degli alimentatori sulla base delle istruzioni date dal Costruttore.

Verifica dell’integrità dei pulsanti di allarme;

Verifica di funzionamento delle segnalazioni ottico – acustiche;

erifica di funzionamento degli asservimenti connessi alle automazioni delle porte tagliafuoco;

Verifica del mantenimento delle condizioni iniziali dell’impianto e delle aree protette, come da progetto

Registrazione delle verifiche effettuate.

Controllo periodico trimestrale impianto rivelazione fumi e allarme antincendio

Il controllo periodico trimestrale dovrà essere effettuato al fine di verificare l’intero sistema, sulla base di una check-list, utilizzando strumentazioni specifiche, idonea manualistica della centrale e delle apparecchiature installate in campo, disegni progettuali schemi elettrici e logiche di funzionamento del sistema forniti dalla Committente.

In queste verifica dovranno essere provati, sulla base della periodicità indicata, tutti i dispositivi e gli azionamenti presenti nell’impianto.

Le appendici B.1, B.2, B3 contenute nella UNI 11224:2011 sono indicative delle operazioni da effettuarsi durante il controllo periodico semestrale e le predette si intendono solo indicative ma non esaustive delle operazioni da effettuarsi durante tale controllo periodico e di cui si rimanda ai manuali di manutenzione delle case produttrici/fornitrici degli impianti, che saranno consegnati in copia alla ditta aggiudicataria dell’appalto.

Manutenzione Ordinaria - Manutenzione Straordinaria degli impianti antincendio

Tutti gli interventi richiesti da anomalie, modifiche,ampliamenti o ristrutturazioni dovranno essere realizzati da Azienda Specializzata e dovranno prevedere le stesse procedure di collaudo contenute nelle appendici

A1 A2 A3 e A4 della norma UNI 11224:2011

Verifica Decennale del Sistema

Ogni 10 anni dovrà essere verificata la rispondenza dell’impianto nei confronti dell’ambiente protetto e delle nuove tecnologie, applicando le medesime procedure di collaudo contenute nelle appendici A1 A2 A3 e A4 della norma UNI 11224:2011.

Documentazione indicativa che l’azienda di manutenzione deve mettere a disposizione del committente a conferma della corretta esecuzione dei lavori

Compatibilmente con le procedure di ogni Azienda di Manutenzione, dopo ogni visita, l’Azienda incaricata deve predisporre un documento esaustivo (o una documentazione esaustiva) in grado di consentire una corretta gestione nel tempo del sistema:

Piano di Lavoro o documento equivalente da cui si evinca: la data di consegna del lavoro, il tempo impiegato, il luogo, le persone che lo hanno eseguito, i preposti delegati dall’Amministratore che lo hanno avallato e i materiali forniti o sostituiti.

Check list delle operazioni eseguite per ogni impianto manutenzionato, in funzione dei riferimenti normativi o del Capitolato Operativo applicato.

Report o Note di fine visita da cui si evinca: se il sistema dispone di tutti i disegni e della documentazione prevista dalle norme di legge e dalle norme tecniche, se l’impianto è regolarmente funzionante, se sono state riscontrate anomalie e se sono state risolte, se sono state riscontrate anomalie e deve essere pianificata la loro soluzione,se l’impianto presenta delle non conformità e le azioni proposte per la loro soluzione, se l’ambiente protetto ha subito modifiche e le azioni proposte per l’adeguamento dell’impianto alle

modifiche, si vi sono problemi ambientali o gestionali che possano compromettere il funziona mento e la funzionalità del sistema.

Quanto sopra descritto può essere integrato da documentazione aggiuntiva relativa a:

Elenco dettagliato dei componenti del sistema.

Elenco degli eventi registrati dalla centrale di controllo, precedentemente all’intervento di manutenzione.

Elenco degli eventi registrati dalla centrale di controllo durante le operazioni di manutenzione.

Stampa delle condizioni di stato di ogni singolo rivelatore e del livello d’impolveramento raggiunto (se previsto dalla tipologia di centrale installata).

Centrale di controllo e segnalazioni

allarme antincendio centrale

La centrale di controllo e segnalazione monozona della OPERA art. 52002 è un elemento dell'impianto di rivelazione e allarme incendio per mezzo del quale i componenti ad essa collegati devono essere alimentati e monitorati. Per tale motivo è dotata di un sistema di alimentazione primaria e secondaria in grado di assicurare un corretto funzionamento per almeno 3 ore in caso di interruzione dell'alimentazione primaria.

Le funzioni che svolge la centrale di controllo e segnalazione sono:

  • ricevere i segnali dai rivelatori ad essa collegati;
  • determinare se detti segnali corrispondono alla condizione di allarme incendio e se del caso indica con mezzi ottici e acustici tale condizione di allarme incendio;
  • segnala il guasto linea del pulsante remoto di attivazione allarme
  • sorveglia il corretto funzionamento del sistema e segnala con mezzi ottici e acustici ogni eventuale guasto (per esempio, interruzione della linea dei rivelatori, guasto nel sistema di alimentazione, guasto generale della centralina, guasto linea del pulsante remoto di attivazione allarme, guasto linea sirena , guasto di sistema, ecc.);
  • trasmette il segnale di allarme incendio ai dispositivi sonori e visivi di allarme incendio
  • In condizioni di allarme incendio, tramite comandi in uscita dalla centralina, viene attivato il funzionamento dell’impianto di pressurizzazione per filtri fumo presenti nella zona protetta vano ascensori al piano interrato autorimessa, e libera i fermi elettromagnetici per la chiusura del portone REI di separazione delle zone compartimentali della autorimessa.

Controlli da eseguire sugli impianti

Controllo Generale :

  • Cadenza : giornaliera
  • Tipologia : Ispezione a vista
  • Verificare le connessioni dei vari elementi collegati alla centrale.
  • Verificare la carica della batteria ausiliaria e la funzionalità delle spie luminose del pannello.
  • Requisiti da verificare: 1) Accessibilità segnalazioni; 2) Efficienza del funzionamento attraverso le indicazioni dei led luminosi del pannello
  • Anomalie riscontrabili: 1) Difetti del pannello di segnalazione; 2) Perdita di carica della batteria; 3) Perdite di tensione.

Manutenzioni da Eseguire

Cadenza: semestrale

Eseguire il collaudo tecnico delle funzionalità principali delle periferiche:

  • Rimozione dell’alimentazione principale
  • Rimozione dell’alimentazione ausiliaria di batteria
  • Simulazione di guasto della linea rivelatori simulazione di guasto della linea pulsanti remoti
  • Simulazione del guasto della linea sirena esterna
  • Verifica della funzione di programmazione tempo di rilascio elettromagneti a seguito condizione di allarme

Registrazioni connessioni

Cadenza : mensile

Registrare e regolare tutte i morsetti delle connessioni e/o dei fissaggi.

Sostituzione batteria :

  • Sostituire la batteria di alimentazione ausiliaria quando occorre (preferibilmente ogni 6 mesi).

Pulsanti di allarme manuale

I pulsanti di allarme manuale a riarmo manuale della OPERA, sono denominati anche avvisatore manuale di incendio ed è un dispositivo di allarme per il sistema antincendio che è abbinato alla centrale di controllo. Essa è costituita da una cassetta in termoplastica chiusa con un vetro protetto da pellicola antinfortunistica e/o da un vetrino a pressione.

Sono installati nelle parti comuni dell’edificio in prossimità della centrale di controllo antincendio, in prossimità delle uscite d’emergenza e/o nelle zone filtro dell’edificio, con un percorso non maggiore di 40 mt, ad un’altezza dal piano di calpestio non superiore a 1,40 mt.

L'accensione di un LED rosso indica lo stato di allarme.

Per questo tipo di modello a riarmo è sufficiente effettuare una pressione sulla parte centrale del vetro, affinché questo si sposti verso l’interno azionando lo switch. Con i pulsanti viene fornito anche uno strumento che serve per riarmare il vetrino e aprire il coperchio.

Controlli da Eseguire

Controllo Generale :

  • Cadenza : trimestrale
  • Tipologia : Ispezione a vista
  • Verificare che i componenti della cassetta quali il vetrino di protezione siano in buone condizioni. Verificare che le viti siano ben serrate.
  • Requisiti da verificare: 1) Comodità di uso e manovra.
  • Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di funzionamento.

Manutenzioni da Eseguire

Cadenza : semestrale

  • Verificare che il pulsante deve essere chiaramente visibile ed immediatamente utilizzabile; il pulsante deve essere provvisto di cartello indicante la funzione svolta (es.: allarme incendio);
  • effettuare la prova di funzionamento del pulsante; attivare l’allarme e riscontrare la sua percettibilità nei diversi ambienti”;

Registrazioni :

Registrare le viti di serraggio dopo la pressione del vetrino con la eventuale sua sostituzione in caso di danneggiamento.

Rilevatori di fumo

rilevatore fumo antincendio

I rivelatori installati all’interno dell’edificio sono del tipo combinato di calore e fumo e funzionano secondo il principio della diffusione della luce causata dalle particelle di fumo presenti nell'aria.

Caratteristiche :

  • Scatola in ABS di colore bianco
  • Dimensioni : mm. 110 diametro x 54 altezza
  • Alimentazione : 24 Vdc (10,5 – 33 Vdc)
  • Assorbimento a riposo 67 microA a 24 Vdc/ in allarme : 45 mA
  • Temperatura di funzionamento : - 20 a + 70 °C
  • Tecnologia di funzionamento: ottico e termico (in caso di innalzamento della temperatura aumenta la sua sensibilità alla rivelazione di particelle sprigionate dal fuoco)
  • Rivelatore supplementare completo di base per il fissaggio a soffitto, collegabile all’articolo 52002
  • Conformità : EN54-7

Impiego: questo rivelatore combinato ottico e termico attiva la condizione di allarme nel caso del rilevamento di fumo o di calore e fumo

Collegamenti

Fig. 2 schema elettrico

L’alimentazione per i circuiti dei rivelatori deve essere fornita sui terminali L1 ed L della base (polarità indifferente). I terminali L2 ed L1 della base sono collegati insieme dal rivelatore posizionato nella base stessa in modo di avere un controllo di continuità della linea anche attraverso il sensore. I terminali L2 ed L costituiscono l’uscita verso il sensore successivo o la resistenza di fine linea. In caso di allarme il rivelatore comunica il suo stato all’apparecchio di controllo assorbendo una corrente supplementare dai morsetti secondo quanto riportato in figura 3. Per ripristinare il rivelatore da una condizione di allarme occorre rimuovere l’alimentazione per 2-5 secondi.

Controlli da eseguire

Controllo Generale :

  • Cadenza : trimestrale
  • Tipologia : Ispezione a vista
  • Verificare che l'indicatore di funzionamento sia efficiente. Verificare che l'emittente, il ricevente e la fascia infrarossa siano funzionanti.

Manutenzioni da eseguire

Cadenza : semestrale

Controllo dei singoli rivelatori con eventuale pulizia degli stessi; prova intervento rivelatori con strumento di prova”; in caso di difficoltoso intervento nella fase precedente, “verifica della sensibilità del rivelatore con apposita strumentazione con eventuale taratura/sostituzione in caso di malfunzionamento;

il rivelatore deve essere sostituito per manutenzione tipicamente ogni 5 anni (fino a 10 a seconda dell’ambiente nel quale è installato)

Regolazioni :

Cadenza : semestrale

Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente.

Registrare il serraggio delle viti

Fermi elettromagnetici

fermi elettromagnetici antincendio

fermi elettromagnetici antincendio2

Art. 19001 - 01805Z

Elettromagneti di trattenuta - Conforme alla norma EN 1155

Fermo elettromagnetico in contenitore plastico per porte tagliafuoco dotato di pulsante di sblocco rosso di grosse dimensioni facilmente individuabile. I fermi della serie 19001 sono dotati di estrattore a molla incorporato che permette di vincere il magnetismo residuo assicurando un veloce e affidabile rilascio della porta.

Il circuito comprende un doppio diodo di protezione contro i disturbi e l’inversione di polarità e hanno una controplacca non di di serie. Per il collegamento sono disponibili tre ingressi laterali per tubo da 16 o 20 mm e un ingresso posteriore per cavo diametro max 10 mm.

Sono installati sulla portone centrale REI 120 di separazione zone compartimentali dell’autotrimessa del piano interrato, per un totale complessivo di n. 1 coppia (porta a due ante)

Controlli da Eseguire

Controllo Generale :

Cadenza : mensile

Tipologia : Ispezione a vista

Verificare la corretta posizione dei contatti magnetici sulle porte e che non vi siano fenomeni di corrosione.

Verificare che il magnete coincida perfettamente sull'interruttore.

Requisiti da verificare: 1) Resistenza alla corrosione;

Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di posizionamento; 2) Difetti del magnete; 3) Corrosione.

Manutenzioni da eseguire

Regolazioni :

Cadenza : semestrale

Eseguire una prova per verificare l'allineamento del magnete sull'interruttore ed eventualmente eseguire una registrazione di detti dispositivi.

Sostituzione magneti :

Cadenza : quando occorre

Sostituire i contatti magnetici ed i relativi interruttori quando usurati.

Sirena elettronica

sirena antincendio

Art. 05207

  • 6 toni selezionabili
  • Secondo tono per allarmi a due stadi
  • Controllo del volume
  • Per interni ed esterni
  • Sirena IP 65, basi IP 54 o IP 65
  • Alimentazione da 9 a 28 Vcc
  • Temperatura di funzionamento: -25°C÷+70°C

Tipo di connessione: A morsetti doppi (6) per derivazione

Conformità : EN54-3

Controlli da Eseguire

Controllo Generale :

Cadenza : mensile

Tipologia : Ispezione a vista

Verificare non siano presenti segni di deterioramento della custodia e che l’indicatore di guasto linea sirena riportato sul pannello esterno interfaccia della centralina non sia in allarme.

Manutenzioni da eseguire

Il segnalatore acustico non necessita di una particolare manutenzione. Per la pulizia esterna utilizzare un detergente neutro senza solventi.

Per eventuali sostituzioni di componenti utilizzare solo pezzi di ricambio originali. Gli interventi di riparazione vengono effettuati da persona competente in condominio

Cadenza : semestrale

Registrare il serraggio delle viti in morsettiera

Effettuare una verifica di funzionamento del livello acustico verificando sia udibile in tutti le aree interessate dell’autorimessa.

Impianto di pressurizzazione per filtri fumo

impianti filtro fumo

Al piano interrato dell’autorimessa del condominio sono presenti sei locali filtro a prova di fumo che consentono di creare una via di esodo in zone sicure libere dal fumo provocato dall’incendio.

In questi locali sono stati installati gli impianti di sovrapressione per filtri-fumo AF M500, della ditta AF System, collegati al sistema di rilevazione automatico degli incendi,che è costituito da due centraline monozona, della ditta OPERA, che gestiscono separatamente due zone compartimentate da un portone REI mantenuto aperto con fermi elettromagnetici.

L’impianto AF M500 è un sistema di pressurizzazione a flusso parzializzabile conforme al DM 30 Nov 1983 ed è costituito da un KIT composto da una unità di alimentazione e controllo, da una unità di pressurizzazione e da una unità di controllo della pressione (opzionale)

Normative di riferimento D.M. 30/11/1983

“ 1.7 Filtro a prova di fumo Vano delimitato da strutture con resistenza al fuoco REI predeterminata, e comunque non inferiore a 60’, dotato di due o più porte munite di congegno di auto chiusura con resistenza al fuoco REI predeterminata, e comunque non inferiore a 60’, con camino di ventilazione di sezione adeguata e comunque non inferiore a 0,10 m2 sfociante al di sopra della copertura dell’edificio, oppure vano con le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco e mantenuto in sovrappressione ad almeno 30 mbar (corretto in 0,3 mbar da “Errata-corrige ….” sotto indicata), anche in condizioni di emergenza, oppure aerato direttamente verso l’esterno con aperture libere di superficie non inferiori ad 1 m2 con esclusione di condotti.”

“ Errata-corrige al decreto ministeriale 30 novembre 1983: <Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell Repubblica Italiana n.146 del 29/05/1984”.

anno la funzione di pressurizzare meccanicamente - tramite l'azione di un ventilatore - il locale filtro e di mantenerlo al livello minimo di sovrappressione di 0,3 mbar anche in condizioni di emergenza.

Tutte le apparecchiature componenti l’impianto devono essere montate all’interno della zona filtro-fumo sia per ragioni di sicurezza che per semplicità di montaggio


Particolare installazione impianto sistema filtro-fumo

Controlli da Eseguire

Controllo Generale:

  • Cadenza : giornaliera
  • Tipologia : Ispezione a vista
  • Verificare non siano presenti segni di deterioramento delle custodie e che gli indicatori presenti sul frontale del pannello dell’unità di alimentazione e controllo segnalino che i LED verdi “presenza rete” e “batteria” siano accessi e che nessun LED rosso o giallo indicante una anomalia sia acceso.

 

Manutenzione periodica

 Cadenza : trimestrale/semestrale

 Il sistema AF M500 è soggetto a manutenzione e verifiche di funzionamento periodiche almeno ogni tre mesi,o ad intervalli anche più brevi se previsto da norme o leggi in vigore, riportando i risultati nell’apposito registro obbligatorio.

Durante ciascun intervento di manutenzione vanno effettuate le seguenti verifiche:

1. Verificare la buona condizione di tutti i collegamenti elettrici, la corretta segnalazione degli indicatori presenti sul frontale del pannello dell’unità di comando e controllare che non ci siano perdite di elettrolito delle batterie e che i morsetti siano privi di ossidazione.

2. A porte chiuse attivare l’elettroventilatore simulando un allarme incendio proveniente dall’impianto di rivelazione (spruzzando apposito aerosol verso un rivelatore di fumo o attivando un pulsante manuale di allarme) e, mediante un manometro misuratore di pressione differenziale, verificare il raggiungimento all’interno del filtro della sovrappressione di progetto (almeno 30 Pa secondo il DM 30/11/83 e il T.U. 2015), ma non superiore a quella massima prevista in progetto (60 Pa secondo la EN 12101-6).

3. Ripetere la stessa verifica in assenza di corrente di rete.

4. A batterie completamente cariche, togliere l’alimentazione di rete e verificare che all’interno del filtro venga mantenuta la sovrappressione di almeno 30 Pa per tutto il tempo previsto dal progetto.

5. Effettuare tutte le altre prove e verifiche eventualmente richieste da norme e/o leggi in vigore.

6. Controllare con un voltmetro in cc il corretto valore della tensione in uscita dall’alimentatore.

 

7. Controllare la tensione ai morsetti delle batterie con ventilatore in funzione e senza alimentazione di rete. La capacità nominale delle batterie, nell’uso in stand-by, dopo 3 anni si riduce a circa il 90%, dopo 4 anni all’ 80% (dati dichiarati dal produttore). Pertanto sostituire le batterie almeno ogni 3 anni.

· Verificare che il canale di aspirazione dell’aria sia libero da ostruzioni e che la ventola sia in grado di girare liberamente. L’elettroventilatore deve essere revisionato o sostituito prima dello scadere del periodo di aspettativa di vita dichiarato dal costruttore.

8. Elementi eventualmente riscontrati non funzionanti o malfunzionanti vanno riparati o sostituiti nel più breve tempo possibile riportando le attività svolte nel registro obbligatorio.

N.B. Le verifiche riguardanti l’alimentatore e le batterie devono essere effettuate anche dopo una interruzione della corrente di rete per un periodo superiore alle 2 ore o anche per periodi più brevi se ripetute.

Illuminazione e segnaletica di emergenza/sicurezza

L'integrazione dell'illuminazione di emergenza con quella ordinaria deve essere assolutamente rispondente alle norme relative agli impianti elettrici. Il rispetto delle normative e delle leggi costituisce una condizione necessaria per realizzare un impianto a regola d'arte. I principali obiettivi dell'illuminazione di emergenza quando quella ordinaria viene a mancare sono i seguenti:

  • Indicare chiaramente le vie di uscita, mediante appropriate segnalazioni.

  • Prevedere l'illuminazione di emergenza lungo i percorsi, in modo tale da consentire il deflusso sicuro verso le uscite.

  • Assicurare che gli allarmi e le attrezzature antincendio previsti lungo le vie di uscita siano prontamente identificati.

 

UNI EN 1838 “Applicazioni dell’illuminotecnica – illuminazione d’emergenza”.

Questa norma introduce specifici requisiti e vincoli che riguardano l’esecuzione e le prestazioni dei sistemi per l’illuminazione

d’emergenza.

UNI 7543 parte 2ª - UNI 7546 parte 5ª -"Segnalazioni per l'illuminazione di emergenza"

Le UNI 7543 e 7546 sono applicate congiuntamente alle prescrizioni contenute nel:

“D.L. 81/08” Tav. XXV e XXVI "prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro”.

UNI CEI 11222 settembre 2010 “Impianti di illuminazione di sicurezza negli edifici” Procedure per la verifica periodica, la manutenzione, la revisione e il collaudo.

DM 16/5/1987, n.246 Illuminazione di sicurezza affidabile e segnalazione delle vie di esodo in edifici con altezza superiore a 32 m.

Nel condominio sono presenti apparecchi di emergenza e segnalazione per segnalare e identificare chiaramente le vie di esodo, e l’illuminazione di emergenza per assicurare una buona visibilità in corrispondenza delle uscite di sicurezza, di cambi di direzione e intersezione dei corridoi, vicino ai dispositivi antincendio, sulle scale in modo che ogni rampa riceva luce diretta, nei vani ascensori e ingressi ai piani di ogni scala, nella cabina ascensore.

Controlli e manutenzione da eseguire sugli impianti di illuminazione di emergenza e sugli apparecchi di emergenza e segnalazione

Controllo Iniziale (Presa In carico dei componenti dell’impianto emergenza / segnalazione)

richiedere documentazione tecnica relativa al progetto degli impianti di illuminazione di emergenza e della apparecchiature e segnalazioni di sicurezza unitamente alla piantina di localizzazione dei componenti presenti nel presidio di condominio

eseguire una prima verifica di massima sullo stato dei suddetti componenti;

richiedere al committente la documentazione storica relativa ai pregressi interventi di controllo e manutenzione;

richiedere il libretto d’uso e manutenzione dei componenti oltre all’eventuale ulteriore documentazione a corredo

Manutenzione da eseguire

Per quanto riguarda la manutenzione le indicazioni vengono dalla Norma EN 50172 “Sistemi di illuminazione di sicurezza” e dalla Norma UNI CEI 11222 “Impianti di illuminazione di sicurezza negli edifici” che hanno stabilito una serie di procedure per effettuare le verifiche periodiche, la manutenzione, la revisione ed il collaudo degli impianti per l’illuminazione di sicurezza negli edifici, costituiti da apparecchi per illuminazione di emergenza, sia di tipo autonomo che di tipo centralizzato e di altri eventuali componenti utilizzati, al fine di garantirne l’efficienza operativa.

Per prima cosa la norma EN 50172 prescrive l’utilizzo di un registro per i controlli periodici (Log Book), in cui siano annotate le verifiche di routine, i risultati dei test, i difetti ed eventuali altre alterazioni dell’impianto oltre ad ogni intervento di manutenzione. Il registro deve essere mantenuto aggiornato a cura del manutentore e deve essere sempre disponibile per le persone autorizzate alle ispezioni. Un analogo registro è richiesto anche all'articolo 5

del D.M. 10 marzo 1998: “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell' emergenza nei luoghi di lavoro”, ma anche dalla serie di circolari e decreti ministeriali relativi alla prevenzione incendi che sono indicati a seguire.

Il registro deve contenere come minimo le seguenti informazioni:

  • data di messa in funzione dell’impianto di illuminazione di emergenza,
  • data e breve descrizione di ogni servizio, ispezione o test;

  • data e tipo di verifica periodica ed intervento effettuato (mese/anno nel formato mm/aa);

  • data e breve descrizione dei difetti riscontrati e dell’azione correttiva effettuata;

  • data e breve descrizione di ogni alterazione dell’impianto di illuminazione di emergenza;

  • ragione sociale e indirizzo completo della società appaltatrice ed altri estremi di identificazione

  • del manutentore;

  • firma leggibile del manutentore.

Sorveglianza

  • Cadenza giornaliera
  • illuminazione di emergenza :
  • verificare che tutte le lampade siano funzionanti: “verificare che le lampade non presentino evidenti difetti; verificare che i componenti non presentino segni di rottura o deterioramento; verificare l’integrità delle lampade e la loro stabilità alle strutture murarie”;

Segnaletica di sicurezza

“ verificare, con planimetria alla mano, la presenza della corretta ubicazione della segnaletica prevista; verificare che la segnaletica non sia occultata a causa dello spostamento di scaffali, accumulo di materiale e altro; verificare che la segnaletica non sia degradata; verificare l’adeguatezza dell’illuminazione della segnaletica in caso di mancanza di corrente”.

  • Cadenza semestrale
  • effettuare un test funzionale dell’impianto, simulando una mancanza di alimentazione ordinaria per un tempo sufficiente a verificare la corretta accensione degli apparecchi di illuminazione e segnalazione.
  • La durata del test non deve limitare in modo importante l’autonomia degli apparecchi provati ma deve consentire di verificare che gli apparecchi siano presenti, puliti e che funzionino correttamente;
  • Cadenza annuale
  • Eseguire un test di autonomia di ogni apparecchio di illuminazione e segnalazione, simulando la mancanza di alimentazione ordinaria per un tempo sufficiente; le caratteristiche del test devono rispettare il livello di illuminamento adeguato.

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