Normative

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Valutazione dei rischi: rischio rumore

Valutazione dei rischi: rischio rumore

 

Uno dei  problemi più importanti tra quelli compresi nell’igiene del lavoro è il rumore negli ambienti lavorativi. L’incessante meccanizzazione di produzione con l’introduzione  di processi tecnologici ha portato ad un aumento di cause di rumore e di conseguenza, di lavoratori esposti a questo fattore di rischio. Tutti questi fattori non sono stati però seguiti da idonee misure preventive. La pressione sonora e il tempo di esposizione  sono componenti basilari per stabilire l’azione biologica del rumore. Altri criteri possono condizionare l’azione l’azione biologica del rumore, come la distribuzione delle frequenze sonore oppure le caratteristiche delle persone.

EFFETTI SULLA SALUTE

Il rumore , che è causa di danni all’udito, come sordità e ipoacusia, in Italia è considerato la malattia professionale statisticamente più rilevante.

Distinguiamo in questa tabella gli effetti più dannosi per l’uomo:

  • effetti uditivi: fischi e ronzii alle orecchie con una iniziale transitoria riduzione della capacità uditiva e successiva sordità, che in genere è bilaterale e simmetrica.
  • effetti extrauditivi: insonnia, facile irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione sino a giungere ad una sindrome ansioso-depressiva, aumento della pressione arteriosa, difficoltà digestiva, gastriti od ulcere, alterazioni tiroidee, disturbi mestruali, ecc.
INCIDENZA

Come si può osservare, dai dati INAIL, nel 2007, le patologie professionali causate dal rumore, sono le più rilevanti dopo le malattie muscolo-scheletriche.

TIPOLOGIE LAVORATIVE A RISCHIO

Nessuna attività lavorativa esclude il dipendente di un’azienda dal rischio rumore, ma esistono alcune tipologie di lavoro che sono più a rischio di altre (cantieri in genere, aree produttive delle fabbriche, discoteche, ecc). Non si devono, però, sottovalutare le situazioni rumorose  in cui un lavoratore si potrebbe trovare all’interno della sua attività come ad esempio, un laboratorio, impianto sportivo, negozio, bar, ristorante,  ecc.

I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE
  • Valutare i livelli di rumore indoor. Nel caso di rumore ambientale è necessaria la figura del Tecnico Competente in Acustica
  • Progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di rumore possibile
  • Isolare la/e sorgente/i di rumore utilizzando materiali fonoassorbenti e sistemi di isolamento per gli ambienti di lavoro
  • Limitare il tempo di esposizione del lavoratore
  • Proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (cuffie, inserti auricolari).

 

NORMATIVA VIGENTE

Con il D. Lgs 81/2008 vengono fissati i limiti di esposizione e i valori d’azione in rapporto al livello di esposizione giornaliera (LEX,8h) e settimanale (LEX,w) al rumore e alla pressione acustica di picco:

 

  • valori limite di esposizione LEX,8h=87 dB(A)e ppeak=200 Pa (140 dB(C) riferito a 20uPa);
  • valori superiori di azione LEX,8h=85 dB(A)e ppeak=140 Pa (137 dB(C) riferito a 20uPa);
  • valori inferiori di azione LEX,8h=80 dB(A)e ppeak=112 Pa (135 dB(C) riferito a 20uPa);
  • valori limite di esposizione LEX,w=87 dB(A).

 

 

 

Tutti i dipendenti , la cui esposizione al rumore oltrepassa i valori superiori di azione, vengono sottoposti , dal datore di lavoro , a sorveglianza sanitaria.

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