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Valutazione dei rischi: rischio sostanze chimiche

Valutazione dei rischi: rischio sostanze chimiche

 

Gli agenti chimici sono tutti gli elementi o composti chimici, che si ricavano da risorse naturali oppure da processi artificiali, ottenuti, impiegati o eliminati attraverso una qualunque attività lavorativa. Il D. lgs. 81/2008 esige la valutazione del rischio chimico negli ambienti lavorativi nel caso in cui ci siano agenti chimici ritenuti pericolosi. Secondo i D. Lgs. 52/1997 e D. Lgs. 65/2003 si ritengono pericolosi tutte quelle sostanze o quei preparati comburenti, combustibili, infiammabili in genere, corrosivi, nocivi, sensibilizzanti, irritanti mutageni o cancerogeni, tossici in genere. E’ importante notare che sostanze di uso comune come ad esempio, acetone, acido muriatico, ammoniaca, cloro, nicotina e altre ancora, sono considerate agenti chimici pericolosi per cui vengono inseriti nella valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 223, comma 1 del D. Lgs. 81/08.

 

EFFETTI SULLA SALUTE

Si possono avere effetti sulla salute di tipo acuto o cronico tra i più differenti e di varia importanza a seconda della sostanza chimica, del tipo di interazione (contatto, inalazione o ingestione) e dell’esposizione a cui il dipendente è sottoposto. I livelli di tossicità sono vari e possono passare da un a semplice sensibilizzazione o irritazione, alla cancerogenesi e all’infertilità. Alcune sostanze chimiche potrebbero danneggiare il sistema nervoso o quello digerente, provocare problemi alla pelle o asma, mentre il benzene potrebbe essere la causa del cancro. Invece le sostanze infiammabili, comburenti o combustibili potrebbero procurare effetti devastanti secondari a possibili incendi o esplosioni.

Nella tabella sottostante sono elencati i diversi simboli associati alle varie tipologie e pericolosità degli agenti chimici:

 

TIPOLOGIE LAVORATIVE A RISCHIO

In qualsiasi luogo di lavoro si può essere a contato con sostanze pericolose: aziende agricole (antiparassitari, concimi, fertilizzanti, ecc.), lavanderie e tintorie (detersivi, smacchiatori, ecc.), carrozzerie e officine meccaniche (lubrificanti, olii combustibili, solventi, vernici, ecc.), parrucchieri (detergenti, saponi, tinture per capelli, ecc.), stabilimenti chimici e farmaceutici, piscine (cloro) e in tutti i reparti delle aziende dove si usano sostanze chimiche pericolose ai sensi dei D. Lgs. 52/1997 e 65/2003.

INCIDENZA

Le varie tipologie di danni differenti tra loro, causati dalle sostanze chimiche pericolose, possono essere la conseguenza di una singola esposizione di breve durata (fase acuta) o dall’accumulo di sostanze all’interno del corpo in un lungo periodo di tempo (fase cronica). Attraverso l’analisi statistica eseguita dalla banca dati INAIL, si evidenzia l’entità e l’importanza dell’esposizione a sostanze pericolose. E’ stato analizzato il triennio di osservazione 2004-2006, sia per i casi di infortuni, come da grafico blu, che per i casi di malattie professionali, come da grafico viola, denunciate all’INAIL.

 

 

 

E’ interessante notare come la percentuale di malattie professionali causate da agenti chimici, non tabellate, salga all’80% del totale denunciato contro il 65% di tutto il settore industria e servizi. La possibile genesi multifattoriale e la carenza di dati epidemiologici affidabili a causa di tempi di latenza molto lunghi, spiega la difficoltà di definizione del nesso eziologico. Mentre, un’analisi maggiormente particolareggiata è stata condotta per i tipi di malattie professionali legate all’uso di agenti chimici e cancerosi, per poter individuare i tipi di malattie professionali più frequenti, tra i casi denunciati all’INAIL, nel periodo di osservazione 2004-2006.

 

PRINCIPI DELLA PREVENZIONE
  • Proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (respiratori, occhiali paraschizzo, guanti, camici)

  • Utilizzare solo sostanze e preparati chimici in cui siano presenti le etichette o le schede di sicurezza

  • Utilizzare, se necessario, sistemi di captazione alla fonte, quali le cappe di aspirazione chimiche

  • Ridurre al minimo l'utilizzo di sostanze e preparati pericolosi

 

NORMATIVA VIGENTE

I valori limite di esposizione professionale al alcuni agenti chimici, vengono stabiliti dal D. Lgs. 81/2008 nell’Allegato XXXVIII. L’Allegato XXXIX, riporta i valori limiti biologici obbligatori e i procedimenti di sorveglianza sanitaria, particolarmente , per quanto riguarda il piombo (Pb). Nell’Allegato XL, Il D.Lgs 81/2008, obbliga il divieto di utilizzare alcune sostanze e i loro derivati; invece, i valori limite di sostanze considerate cancerose, come il benzene, il cloruro di vinile monomero e le polveri del legno, sono riportati nell’Allegato XLIII.

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