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Misure per prevenire incendi nei luoghi di lavoro

Misure per prevenire incendi nei luoghi di lavoro

Testo D. 10.03.98 e T.U.

E di gran lunga meglio prevenire che curare,combattere gli incendi prima del loro insorgere piuttosto che fronteggiarli con mezzi di estinzione o abbandonare i locali colpiti. Gli accorgimenti adottati per prevenire i rischi sono da considerarsi misure più efficienti rispetto a qualsiasi altra misura di sicurezza adottata per limitare le conseguenze di un evento incidentale una volta che questo è iniziato. Non a caso è la prevenzione dei rischi piuttosto che la protezione dai rischi il concetto attorno a quale ruota il Decreto legislativo 106/2009 in ambito del rischio d'incendio nei luoghi di lavoro, in base all'art. 46 dello stesso, nel caso in cui non vengano adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori sono previste pene per datore di lavoro e dirigente (dall' ammenda da 1.200 a 5.200 euro fino all' arresto da due a quattro mesi) . La buona norma di base per l'individuazione delle misure per prevenire gli incendi nei luoghi di lavoro è il D.M. 10 marzo 1998 anche se il D.Lgs. 106/09 delega i Ministri dell'Interno, del Lavoro e della Previdenza sociale ad emanare un decreto, non ancora esistente, ove saranno definite nuove regole di prevenzione dagli incendi dirette ad individuare anche:

  • le misure precauzionali di esercizio;
  • le misure precauzionali di esercizio;
  • le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione
  • le misure intese ad evitare l'insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;
  • i metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio; • i criteri per la gestione delle emergenze;

Fino all'adozione del decreto di cui sopra, continuano ad applicarsi i Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro dell'Interno del 10 marzo 1998. I principi su cui si basa la prevenzione dagli incendi (definibile anche come rischio incendi) non differiscono dai principi generali di prevenzione dai rischi nei luoghi di lavoro:

  1. occorre evitare, quando possibile, che nell'attività lavorativa si generi il rischio d'incendio
  2. per le situazioni in cui il rischio d'incendio non può essere evitato, vanno valutati i rischi, individuando le possibili sorgenti d'innesco e le situazioni in cui le sostanze combustibili possono essere da queste innescate
  3. è necessario prevenire gli incendi che possono essere innescati dalle apparecchiature tecnologiche, dal tipo di lavorazioni e da fattori correlati all'ambiente di lavoro
  4. se possibile rimpiazzare le sostanze pericolose con sostanze o processi che eliminano o riducono i rischi per le persone
  5. gestire in modo sicuro il trattamento, lo stoccaggio ed il trasporto delle sostanze pericolose
  6. informare tutte le persone che sono esposte a rischi d'incendio sulla natura dei pericoli e sulle misure prese o che loro stesse devono prendere per proteggersi da questi
  7. 7. dare apposite indicazioni ed istruzioni ai lavoratori e, più in generale, alle persone presenti su come evitare o prevenire gli incendi
  8. 8. verificare periodicamente che siano mantenute le misure per la prevenzione.

Le sorgenti d'innesco costituiscono l'elemento primario d'inizio di una combustione del materiale combustibile presente in un locale. In un luogo di lavoro è spesso difficile eliminare o contenere il materiale combustibile presente. Per prevenire gli incendi occorre allora concentrare l'attenzione sulle sorgenti d'innesco, individuando quelle che possono essere presenti nelle varie fasi dell'attività e valutando se la separazione tra queste e il materiale combustibile presente è sufficiente per evitare l'inizio della combustione.

 

1. SUPERFICI CALDE

  • Radiatori, essiccatoi, tubi radianti, lampadine, ecc. Processi meccanici/lavorazioni che producono alte temperature
  • Componenti che convertono energia meccanica in calore (innesti a frizione)
  • Parti mobili con cuscinetti se mancano di lubrificazione 
  • Spostamenti di asse in macchinari
  • Strati di polvere su superfìci calde di macchine

2. FIAMME/GAS CALDI (INCLUSE PARTICELLE CALDE)

  • Lavori a caldo (saldatura, taglio, ecc.) Essiccazione, tempra, saldatura, ecc

3. SCINTILLE DI ORIGINE MECCANICA

  • Attriti Urti
  • Abrasione
  • Ingresso di materiali estranei negli apparecchi Urti di metalli leggeri (zirconio, titanio, ecc.)

4. MATERIALE ELETTRICO E CORRENTI ELETTRICHE

  • Apertura/chiusura circuiti elettrici Connessioni allentate
  • Correnti di ritorno dai generatori di potenza Cortocircuiti o dispersione a terra a seguito di guasti Induzione magnetica
  • Protezione contro la corrosione catodica con corrente applicata

6. ELETTRICITÀ STATICA

  • Pellicole che si muovono su rulli Cinghie di trasmissione
  • Associazione di materiali conduttori/non conduttori Scariche a cono da materiale sfuso Scariche da nube
  • Elettricità statica derivante dagli indumenti, calzature, ecc.

7. FULMINE

  • Colpo diretto
  • Scintille da impatto di fulmine

8. ONDE ELETTROMAGNETICHE E RADIO FREQUENZE

  • Radiotrasmettitori, telefoni cellulari
  • Generatori di radiofrequenze per uso medicale o generatori RF industriali per riscaldamento,.
  • Raggi solari fatti convergere da lenti, ecc.
  • Sorgenti luminose intense (continue o intermittenti) e polveri
  • Radiazioni laser

10. RADIAZIONI IONIZZANTI

  • Tubi per raggi X Sostanze radioattive
  • Decomposizione chimica con generazione di radicali attivi o composti instabili

12. COMPRESSIONEADIABATICA E ONDE D'URTO

  • Fuoriuscita di gas ad alta pressione nei condotti Compressioni adiabatiche o quasi adiabatiche Sistemi con gas altamente ossidanti (es. ossigeno) e compressioni adiabatiche, onde d'urto e/o scorrimento puro 13. REAZIONI ESOTERMICHE
  • Sostanze piroforiche con aria
  • Metalli alcalini con acqua 
  • Autoaccensione di polveri combustibili
  • Autonscaldamento dei mangimi indotto da processi biologici
  • Decomposizione di perossidi organici
  • Polimerizzazione
  • Utilizzo di catalizzatori (es. atmosfere di idrogeno/aria e platino)
  • Associazioni di materiali: alluminio e ruggine Associazioni di materiali: rame ed acetilene Associazioni di materiali: metalli pesanti e perossido di idrogeno

 

Fonte UNI II 27-1:2001

 

Cause di innesco, lavori di manutenzione straordinaria

Particolare attenzione deve essere rivolta ai lavori che sono svolti al di fuori del normale iter lavorativo, potremmo definire inconsueti, straordinari, lavori diversi da quelli ordinariamente svolti nell'ambiente che andremo ad esaminare.

Un esempio sono le attività di manutenzione che comportano l'effettuazione di saldature, tagli su o con metalli, in luoghi che, in condizioni ordinarie, ospitano altri tipi di attività e che quindi non sono predisposti ad accoglierle.

In questi casi una misura che contribuisce significativamente alla riduzione dei pericoli d'innesco è quella di adottare permessi per lavori a fiamma libera prima che tali lavori vengano effettuati dagli appaltatori e manutentori (D.M. 10 marzo 1998).

cause di innesco corrente elettrica

La corrente elettrica può essere una potente sorgente d'innesco per l incendio. Un esempio di fonte di calore in grado di innescare l'incendio di materiali combustibili (da quelli costituenti l'impianto stesso) è il corto circuito. Il corto circuito si genera quando un cavo conduttore in tensione, entrando in contatto diretto con un cavo a differente potenziale elettrico o con un cavo di terra, sovraccarica il circuito. Se la corrente elettrica non viene prontamente interrotta, si genera un significativo surriscaldamento che può innescare la combustione di corpi combustibili e sviluppare un incendio. Se l'impianto è dotato di protezione con idoneo fusibile o interruttore di tipo termico, l'intervento rapido delle protezioni impedisce il surriscaldamento e interrompe la situazione di rischio.

Un semplice arco elettrico o una scintilla possono innescare un incendio, o un'esplosione, se è presente nel luogo della scintilla una miscela gas combustibile/aria oppure una miscela di polveri combustibili/aria. Per questo motivo interruttori elettrici e contatti di tipo specifico sono richiesti per installazioni in ambienti in cui ci si può aspettare la presenza di miscele di gas vapori o polveri infiammabili. Anche connessioni allentate possono generare lo sviluppo di un incendio. Quando in un circuito elettrico viene richiesto il passaggio della corrente attraverso connessioni allentate, in quel punto si manifesta una maggior resistenza al passaggio di corrente e quindi un maggior sviluppo di calore. Si possono indurre anche piccoli archi elettrici o scintille. L'effetto combinato di questi due fenomeni può condurre ad un surriscaldamento localizzato che se non prontamente ripreso porta alla combustione del materiale combustibile circostante ed allo sviluppo di un incendio.

Secondo fonti statistiche NFPA sugli incendi aventi causa nell'impianto elettrico, I su 5 è generato dalle giunzioni difettose o allentate. Per prevenire simili eventi occorre, oltre che una corretta posa in opera dell'impianto, anche verificare periodicamente lo stato delle giunzioni dell'impianto. La scarica elettrostatica, quando generata in ambienti con presenza di gas vapori o polveri infiammabili nel loro campo di infiammabilità, può costituire sorgente energetica in grado di innescare il fenomeno della combustione. Una scarica elettrica localizzata in un punto viene generata dallo sfregamento e/o dalla separazione di due materiali precedentemente a contatto fra loro. I materiali e lavorazioni in cui si possono formare accumuli elettrostatici potenzialmente pericolosi sono:

  • Tubazioni metalliche per il trasporto di liquidi, polveri, fibre
  • Bordi non saldati di lamiere
  • Parti metalliche degli impianti di aspirazione
  • Cicloni raccolta polveri
  • Vestiti scarpe abbigliamento
  • Applicazione di resine e vernici sintetiche
  • Travaso di liquidi infiammabili
  • Pulizia con stracci di apparecchi
  • Lavorazioni di laminati termoplastici
  • Lavorazioni di fibre tessili.

Per prevenire la formazione di cariche elettrostatiche nelle situazioni in cui queste possono generare rischi d'incendio, di seguito vengono indicate alcune delle misure di prevenzione che possono essere adottate:

  • - col legare tra loro e a terra tutte le parti metalliche (collegamenti equipotenziali)
  • - collegare tra loro e a terra gli elementi di travaso dei liquidi infiammabili.
  • - dotare gli organi in movimento (es. cinghie di trasmissione) di elementi di dispersione di cariche elettriche
  • Umidificazione degli ambienti
  • Dispositivi per la ionizzazione dell'aria
  • Indossare indumenti e calzature anti-statici L'investimento più produttivo per prevenire gli incendi nei luoghi di lavoro si fa sui lavoratori stessi.

I principali fattori scatenanti gli incendi sono le persone, ovvero il loro comportamento errato, più che gli impianti e le situazioni tecnologiche.

E' corretto sostenere che una seria attività di formazione ed informazione al personale sui rischi d'incendio e su come prevenirli, successivamente, un costante monitoraggio sulla applicazione e sul rispetto dei principi di sicurezza comportamentale imposti.

Quali sono le principali inosservanze delle regole di sicurezza da parte delle persone che possono dar luogo ad un incendio come ad esempio: • Deposito sostanze infiammabili in luogo non idoneo • Manipolazione sostanze infiammabili senza dovute cautele • Errato accumulo di rifiuti combustibili

  • Utilizzo improprio di fiamme libere
  • Scarsa manutenzione apparecchiature
  • Modifiche improprie ed improvvisate ad impianti elettrici
  • Improprio utilizzo di apparecchi di riscaldamento portatili
  • Ostruzione di aperture di ventilazione di locali o macchinari
  • Fumare o usare fiamme libere in locali con divieto
  • Errori di appaltatori
  • Negligenze di addetti alla manutenzione Le misure precauzionali da prendere sono di conseguenza:
  1. Una serie di divieti (di fumare, di usare fiamme libere se non autorizzati, di modificare o usare impropriamente l'impianto elettrico, etc..
  2. Una serie di procedure organizzative (procedure per lavori a fiamma libera, per l'impiego dei macchinari, per la modifica degli impianti, per l'impiego ed il travaso di liquidi infiammabili, etc
  3. Una serie di informazioni per i lavoratori su ciò che bisogna fare per evitare che l'incendio si generi (cartelli informativi, segnaletica).

A questo è necessario inoltre aggiungere il controllo del rispetto dei divieti e delle procedure.

È opportuno che tutto ciò che in un luogo di lavoro deve essere fatto (o non deve essere fatto) per prevenire un incendio venga sintetizzato in un documento, conseguenza di una attenta valutazione dei rischi in modo da rendere noto e periodicamente riproposto a tutti i lavoratori e, quando è il caso, anche ai soggetti esterni più o meno occasionali che frequentano il luogo di lavoro. L'adozione del regolamento interno di sicurezza, da non confondersi con il piano di emergenza interno che è il documento col quale vengono esposte le procedure da adottarsi in caso d'incendio, non può essere considerato un atto facoltativo per il datore di lavoro.

L'obbligo di dotarsi di un tale importante strumento di prevenzione è infatti prescritto nel Decreto 10 marzo 1998 tra gli strumenti per la limitazione delle occasioni d'incendio (D.M. 10.3.98 Allegato II cap. 2.1 lettera B).

E opportuno che il regolamento di sicurezza si limiti a stabilire le regole di comportamento sulla prevenzione dei rischi, senza andare a dettare le regole di comportamento in csao d'incendio correndo così il rischio di sovrapporsi coi contenuti del piano di emergenza. I contenuti del regolamento di sicurezza possono spesso limitarsi al richiamo del rispetto di alcune semplici regole di prevenzione:

  • Imporre il divieto di collocare ostacoli sulle vie di uscita che possano intralciare l'evacuazione e di collocare sulle vie di uscita materiali che costituiscano rischio di incendio
  • Imporre di rimuovere periodicamente rifiuti e scarti combustibili e/o infiammabili
  • Mantenere chiuse porte tagliafuoco
  • Vietare di fumare ed usare fiamme libere E importante che tutto il personale sia informato delle regole da rispettare, anche a mezzo di apposita cartellonistica distribuita nei vari piani e reparti, e una sorveglianza per il mantenimento delle misure adottate.

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